Il sistema pensionistico italiano si sta aggiornando, con nuovi criteri, leggi e soprattutto con importanti scadenze e date da ricordare.
Il 2026 rappresenta un anno di continuità per il sistema previdenziale italiano, con regole stabili per l’accesso alla pensione di vecchiaia ma con aspetti operativi da conoscere con attenzione. Comprendere requisiti, eccezioni e tempistiche è fondamentale per evitare ritardi nella domanda e arrivare preparati a un passaggio che segna la conclusione della vita lavorativa.
L’età pensionabile rimane fissata a sessantasette anni, mentre il requisito contributivo minimo resta pari a vent’anni di versamenti regolarmente accreditati. Accanto alla regola generale sopravvive la possibilità di accedere alla pensione con quindici anni di contributi, riservata a categorie specifiche tutelate dalla normativa.
Le nuove date della pensione italiana
Questa eccezione riguarda chi ha maturato l’anzianità contributiva entro il 1992 o chi è stato autorizzato ai versamenti volontari prima di quella data. Il 2026 è anche l’ultimo anno in cui l’età pensionabile rimane stabile, perché dal 2027 scatterà l’adeguamento legato all’aspettativa di vita.

Importanti aggiornamenti sul periodo di erogazione – peertube.it
La legge di bilancio ha distribuito l’aumento su due anni, portando il requisito a sessantasette anni e un mese nel 2027 e a sessantasette anni e tre mesi nel 2028. Il requisito contributivo non subirà modifiche, ma l’innalzamento dell’età richiederà una pianificazione più attenta per chi si avvicina alla pensione.
Prima di presentare la domanda è indispensabile verificare la correttezza dell’Estratto Conto Contributivo, che riepiloga l’intera storia lavorativa del futuro pensionato. Errori, periodi mancanti o incongruenze anagrafiche possono rallentare la procedura, rendendo necessario intervenire con anticipo per evitare ritardi.
La domanda di pensione può essere inoltrata attraverso il portale INPS utilizzando SPID, CIE o CNS, oppure tramite il Contact Center dedicato. Molti cittadini preferiscono rivolgersi ai patronati, che offrono assistenza gratuita e seguono l’intera procedura fino all’invio telematico della richiesta.
Una volta presentata la domanda, l’INPS ha trenta giorni per concludere il procedimento amministrativo e comunicare l’esito al richiedente. Il pagamento della pensione decorre dal giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, senza finestre mobili o ulteriori attese obbligatorie.
Questo significa che, in condizioni regolari, il primo assegno viene erogato nel mese immediatamente successivo alla data di decorrenza. Per evitare problemi è consigliabile monitorare costantemente la propria posizione contributiva e verificare che tutti i dati risultino aggiornati.
Chi prevede di andare in pensione nel 2026 dovrebbe iniziare i controlli con diversi mesi di anticipo, così da correggere eventuali anomalie. La precisione nella fase preliminare è fondamentale perché eventuali errori possono bloccare la liquidazione e ritardare il pagamento del primo assegno.
Il 2026 rappresenta quindi un anno di transizione, in cui le regole restano stabili ma richiedono una gestione attenta per evitare imprevisti. Prepararsi per tempo permette di affrontare con serenità un passaggio decisivo, garantendo una decorrenza regolare e un’erogazione puntuale della pensione.








