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La Cinnamon Challenge, una sfida virale nata nel 2001 negli Stati Uniti e diffusasi rapidamente grazie a piattaforme come YouTube e TikTok, consiste nell’ingestione in un solo colpo di un cucchiaio colmo di cannella in polvere senza acqua. Nonostante la sua apparente semplicità e il carattere ludico, questo gioco è estremamente pericoloso e ha causato numerosi incidenti, ricoveri e persino decessi negli anni.
Cos’è la Cinnamon Challenge e come si svolge
La Cinnamon Challenge si basa sull’ingestione rapida di 20-30 grammi di cannella secca, una quantità molto elevata rispetto all’uso culinario normale che si attesta tra 0,5 e 2 grammi al giorno. Il tentativo viene solitamente documentato con un video selfie per dimostrare il “coraggio” nell’aver superato la prova. Appena la polvere viene messa in bocca, la cannella, che contiene fino al 50% di cellulosa, assorbe rapidamente l’umidità della saliva, trasformandosi in una massa impenetrabile che irrita fortemente le mucose orali e attiva il riflesso faringeo.
Il risultato è quasi sempre una forte tosse, starnuti e difficoltà a respirare, ma il pericolo più grave è l’aspirazione accidentale della polvere nelle vie aeree inferiori. In questi casi si possono verificare irritazioni polmonari, pneumoniti chimiche e lesioni permanenti alle vie respiratorie.
La cinnamon challenge: origini, rischi e diffusione di una pericolosa sfida virale
I rischi medici della sfida
Secondo studi pubblicati sul Journal of Pediatrics, circa il 30% delle persone che hanno tentato la Cinnamon Challenge ha dovuto ricorrere a cure mediche per tosse persistente o problemi respiratori. Steven E. Lipshultz, pediatra della Miami Miller School of Medicine, spiega che le fibre di cellulosa presenti nella cannella “non si dissolvono facilmente in bocca e possono provocare ostruzioni polmonari con conseguente soffocamento”. Inoltre, la cannella contiene aldeide cinnamica e coumarina (specie nella varietà Cassia), sostanze potenzialmente tossiche per il fegato e irritanti per le vie aeree se inalate in grandi quantità.
Il National Capital Poison Center degli Stati Uniti registra oltre 200 casi all’anno di complicazioni legate a questa sfida, tra cui pneumonite da lipidi, una infiammazione polmonare che può insorgere anche mesi dopo l’evento di aspirazione. L’inalazione della polvere provoca una reazione infiammatoria simile a quella causata da agenti chimici molto pericolosi.
Perché la Cinnamon Challenge continua a diffondersi nonostante i pericoli
Il motivo per cui molti giovani sono attratti dalla Cinnamon Challenge è legato alla viralità dei video sui social media, dove la sfida appare come un gioco innocuo e divertente. Tuttavia, come sottolineano molte associazioni di medici e centri antidoping, “è solo spezia, ma non può fare male” è un mito pericoloso. L’illusione che si tratti di una semplice prova di resistenza nasconde rischi concreti e potenzialmente fatali.
La sfida è particolarmente rischiosa per bambini sotto i 12 anni, persone con asma, bronchite cronica ostruttiva (BPCO) o chi ha subito interventi alle corde vocali, che potrebbero non recuperare completamente la funzionalità respiratoria dopo un episodio di aspirazione di polvere.
Le autorità sanitarie raccomandano di non incoraggiare né partecipare a questa sfida e di intervenire prontamente qualora si verifichi un tentativo: far sedere la persona in posizione eretta, fornire piccoli sorsi d’acqua per diluire la polvere e monitorare la respirazione per almeno mezz’ora. In caso di tosse persistente o difficoltà respiratoria, è fondamentale rivolgersi immediatamente a un medico.
La diffusione della Cinnamon Challenge è un esempio emblematico di come comportamenti apparentemente innocui possano trasformarsi in veri e propri rischi per la salute, specialmente quando sottovalutati dalla giovane popolazione che si lascia influenzare dalle mode virali online.
